martedì 21 maggio 2013

La priorità è il lavoro, non l' Imu

Appello ai Parlamentari Molisani: "Non votate i provvedimenti approvati di recente dal Governo".











"Non ci sono soldi per tutto". Con questa dichiarazione il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, ha confermato che da luglio ci sarà l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Iva, che passerà dal 21% al 22%. Le conseguenze, per la nostra economia già al collasso, saranno catastrofiche: all’ulteriore contrazione dei consumi, seguirà la chiusura di circa 26 mila piccole attività commerciali ed un aggravio medio per famiglia di oltre 200 euro l’anno.

Tutto ciò a causa dell’azione di condizionamento del PDL, che ogni giorno minaccia la caduta del Governo se non si abolirà l’Imu sulla prima casa. A mio parere, invece, l’Imu sulla prima casa va pagata, come avviene negli altri Paesi d’Europa, tenendo nella dovuta considerazione le esigenze delle fasce sociali più deboli, che già oggi godono, sotto questo aspetto, di un 'ombrello protettivo' . Infatti, i proprietari di abitazioni di piccole dimensioni l’Imu sulla prima abitazione non la pagano, per effetto delle detrazioni di cui possono beneficiare. E stiamo parlando di circa 5 milioni di immobili.

Con i provvedimenti che si vogliono invece adottare, l’esenzione sarebbe pressoché generalizzata. Difatti ne beneficerebbero anche coloro i quali hanno redditi medio - alti e possiedono immobili di grande valore. Sarebbe un ulteriore schiaffo alle fasce sociali più deboli, che a causa di una politica fiscale iniqua dovrebbero sopportare sulle proprie spalle un ulteriore incremento dell’imposizione fiscale che deriverebbe dall’aumento dell’Iva.

Quest’ultimo colpirebbe tutti, ma andrebbe a colpire i ceti più deboli. I primi effetti? L’aumento del costo del carburante, quindi dei trasporti, con tutte le conseguenze che tale provvedimento comporterebbe sul costo dei beni di prima necessità. L’assurdo è che vogliono farci credere che le famiglie avranno un risparmio da questa azione, ma non è affatto così. Infatti, se dall’abolizione dell’Imu sulla prima casa una famiglia avrà un risparmio medio annuo di 112 euro – fonte CGIA di Mestre – con l’aumento dell’Iva i maggiori costi annui per ogni famiglia supereranno i 200 euro.

Non è tutto; per lo Stato ci sarà un aggravio di spese. Il mancato introito derivante dalla cancellazione dell’Imu sulla prima casa dovrà essere anticipato ai Comuni dalla Tesoreria, con aggravio di interessi per il Bilancio statale. Un vero e proprio pasticcio!! Quello che sarà un piccolo risparmio immediato per le famiglie si tramuterà in un salasso, con l’aggravio di altre imposte.

Sarebbe invece opportuno rivedere con urgenza la tassazione Imu sui capannoni industriali, artigianali e sugli immobili strumentali. Stiamo parlando di aree di lavoro, e privare l’imprenditore di notevoli risorse per il pagamento dell’Imu significa sottrarre economie agli investimenti, alla crescita ed al lavoro stesso. Chiedere inoltre il pagamento dell’Imu sui capannoni 'chiusi' significa somministrare veleno a chi è in fin di vita.

Venendo alla parte squisitamente politica, pur con mille perplessità nei giorni scorsi ho voluto vedere 'del positivo' in questo strano accordo politico fatto a livello nazionale tra il PD ed il PDL, con l’aggiunta dell’Area Monti. Ebbene, di fronte alle gravissime emergenze del Paese – disoccupazione dilagante, famiglie allo stremo dal punto di vista economico, suicidi giornalieri di imprenditori e di gente disperata, devastazione dell’economia reale – speravo che i primi provvedimenti del Governo andassero nella direzione di 'aggredire le problematiche del lavoro', rivedendo con immediatezza la famigerata legge Fornero che ha provocato gravissimi danni al mercato del lavoro.

Invece, ho assistito alle 'giravolte delle illusioni'. Dinanzi a questa desertificazione del nostro 'sistema paese' non posso che rivolgere un invito ai Parlamenti della nostra Regione: NON rendetevi complici di scelte che penalizzeranno ulteriormente milioni di cittadini italiani, quindi NON votate provvedimenti che nulla hanno a che fare con le vere ed immediate esigenze del nostro Paese.

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